.: il selvaggio

Sicuramente vi sarà capitato di restare senza luce. E’ una sensazione orribile per noi abituati ad avere sempre l’elettricità. Non possiamo farne a meno. Specialmente di sera.

Io stavo cucinando una frittata e… puf ! Al buio. Però ce l’ho fatto lo stesso. Come vedete ho dovuto usare una riserva di corrente elettrica… quella immagazzinata nelle batterie. Una pila, appoggiata al fornello (pericolosissimo!) e la frittata è riuscita lo stesso. Tutta intera e tonda. A proposito… come la girate voi ? io non lo uso il metodo del coperchio.

03_frittata_buio

“certo” volle ammettere il Selvaggio ” ci sono delle cose veramente gradevoli. tutta questa musica aerea, per esempio…”
“Certe volte mille sonanti strumenti cantano alle mie orecchie, e certe volte delle
voci”
La faccia del Selvaggio s’illuminò d’improvviso piacere.
“L?ha letto anche lei ?” chiese “Credevo che nessuno conoscesse questo libro in
Inghilterra [sono nel futuro]”.
“Quasi nessuno. Io sono uno dei pochissimi. E’ proibito, sapete. Ma siccome io faccio le
leggi, qui posso anche violarle. Con impunità, Signor Marx” aggiunse volgendosi a Bernardo. “Mentre temo che voi non lo possiate”.
Bernardo piombò in un’infelicità ancora più disperata.
“Ma perchè è proibito ?” domandò il Selvaggio. Nella usa emozione di trovarsi con un
uomo che aveva letto Shakespeare, aveva momentaneamente dimenticato ogni altra cosa.
Il Governatore alzò le spalle.
“Perchè è vecchio; questa è la ragione principale. Qui non ci è permesso l’uso delle
vecchie cose”
“Anche quando sono belle ?”
“Soprattutto quando sono belle. La bellezza attira, e noi non vogliamo che la gente sia
attratta dalle vecchie cose. Noi vogliamo che ami le nuove. ”
“Ma le nuove sono tanto stupide e orribili ! Questi spettacoli dove non c’è nulla
all’infuori di elicotteri che volano dappertutto e dove si sente la gente che si bacia”

Fece una smorfia “Caproni e scimmie” Soltanto con le parole d’Otello egli potè dar un corso conveniente al suo disprezzo e al suo odio.
“dei buoni animali domestici, dopo tutto” mormorò il Governatore a mo’ di parentesi.
“Perchè non fate legger loro Otello piuttosto ?”
“Ve l’ho detto, è vecchio. D’altra parte non lo capirebbero”
Sì era vero.
[…] “Perchè no ?”
“Sì, perchè no ?” ripetè Helmholtz. […]
“Perchè il nostro non è il mondo di Otello. non si possono far delle macchine senza
acciaio, e non si possono far delle tragedie senza instabilità sociale. Adesso il mondo è stabile. La gente è felice; ottiene ciò che vuole, e on vuole mai ciò che non può ottenere. Sta bene; è al sicuro; non è mai malata; non ha paura della morte; è serenamente ignorante della passione e della vecchiaia; non è ingombrata nè da padri nè da madri; non ha spose, figli o amanti che procurino loro emozioni violente; è condizionata in tal modo che praticamente non può fare a meno di condursi come si deve. E se per caso qualche cosa non va, c’è il soma [la droga sintetica]… che voi gettate via, fuori dalle finestre, in nome della libertà Signor Selvaggio. Libertà !” si mise a ridere.
[…]
Il Selvaggio scosse la testa “tutto questo mi sembra assolutamente orribile”
“Si capisce. La felicità effettiva sembra sempre molto squallida in confronto ai grandi
compensi che la miseria trova. E si capisce anche che la stabilità non è neppure emozionante come l’instabilità. E l’essere contenti non a nulla d’affascinante al paragone di una buona lotta contro la sfortuna, nulla del pittoresco d’una loatta contro la tentazione, o di una fatale sconfitta a causa della passione o del dubbio. La felicità non è mai grandiosa”.
[…]
“mio caro giovane amico la civiltà non ha assolutamente bisogno di nobiltà ed eroismo.
Queste cose sono sintomi d’insufficienza politica.[…] Dove ci sono guerre, dove ci sono giuramenti di fedeltà condivisi, dove ci sono tentazioni a cui resistere, oggetti d’amore per i quali combattere o da difendere, là certo la nobiltà e l’eroismo hanno un peso. Ma ai nostri giorni non ci sono guerre. La massima cura è posta nell’impedirci di amare troppo qualsiasi cosa. […] E c’è sempre il soma per calmare la vostra collera, per riconciliarvi con i vostri nemici, per rendervi paziente e tollerante. Nel passato non si potevano compiere queste cose che facendo grandi sforzi e dopo anni di penoso allenamento morale. Adesso si mandano giù due o tre compresse di mezzo grammo e tutto è a posto. […] Il Cristianesimo senza lacrime, ecco cos’è il soma.”
“Ma le lacrime sono necessarie. Non vi ricordate ciò che dice Otello ? ‘Se dopo ogni
tempesta vengono tali bonacce, allora che i venti soffino fino a che abbiano risvegliato la morte!’ C’è una storia che usava raccontarci uno dei vecchi indiani sulla ragazza di Matsaki. I giovanotti che desideravano sposarla dovevano passare una mattina a zappare nel suo giardino. La cosa sembrava facile, ma c’erano dele mosche e delle zanzare tutte stregate. La maggior parte dei giovani non poteva assolutamente sopportare i morsi e le punture. Ma colui che ci riusciva, otteneva in premio la ragazza.”
“Graziosa ! Ma nei paesi civili” disse il Governatore ” si possono avere delle ragazze
senza zappare per loro; e non ci sono mosche e zazare che vi pungono. Ce ne siamo sbarazzati già da secoli”

Il Selvaggio assentì accigliato “Ve ne siete sbarazzati, già, è il vostro sistema.

Sbarazzarsi di tutto ciò che non è gradito, invece di imparare a sopportarlo. Resta da sapere se è spiritualmente più nobile subire i colpi e le frecce dell’avversa fortuna, o prendere le armi contro un oceano dimali e opporsi ad essi fino alla fine… Ma voi non fate nè l’una nè l’altra cosa. Voi non sopportate, nè affrontate. Abolite semplicemente i colpi e le frecce. E’ troppo facile”.
[…]
“Ciò che vi abbisogna” riprese il Selvaggio “è qualche cosa che implichi il pianto, per
cambiare. Nulla costa abbastanza qui. Ebbene io preferirei essere infelice piuttosto che avere questa specie di falsa menzognera felicità che avete qui”.
[…]
“Con il soma avete tutti gli effetti positivi dell’assassinio di Desdemona senza quelli
negativi”
“Ma io amo i lati negativi”
“Noi no” disse il governatore “noi preferiamo stare comodi”
“Ma io non voglio la comodità. Io voglio Dio, io voglio la poesia, io voglio il rischio,
io voglio la libertà, io voglio la bontà e voglio il peccato”.
“In sostanza, volete il diritto di essere infelice ”
“Sì, pretendo di poter essere anche infelice.
Per non parlare del diritto di invecchiare, diventare brutto e impotente; il diritto di
avere la sifilide o il cancro; il diritto di non avere abbastanza da mangiare; il diritto di essere pidocchioso; il diritto di vivere nell’incertezza del domani; il diritto di potermi ammalare di tifo; il diritto di essere torturato da indescrivibili dolori di ogni genere”
Ci fu un lungo silenzio
“Io li pretendo tutti”
Il Governatore alzò le spalle “Dunque li avrai” disse.

“Il Mondo Nuovo” – Aldous Huxley

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