.: Nascondino

Non si dovrebbe bere troppo caffè… non si dovrebbero mangiare troppi dolci…04_paste

Però quando ti alzi la mattina e il giorno prima hai comprato dei dolci veramente buoni in un forno dove ha anche visto il fornaio-pasticcere prepararli con tanta cura… che fai ? Non te li mangi ?

Io sì.

E poi vi dirò anche dove li ho presi, perchè i pasticceri sono veramente simpatici, oltre che bravi.

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Per cui alla Dolceria dovete andare anche voi, se passate nei pressi di Reggio Emilia.

E magari fate colazione, oppure semplicemente vi concedete un piacere. Il piacere di assaggiare qualcosa di dolce fatto con il cuore.

Strafogatevi.

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La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei. Dopo il caffè, la Follia propose:

“Si gioca a nascondino?”.

“Nascondino? Che cos’è?” – domandò la Curiosità .

“Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.

Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò² sarà  il

prossimo a contare”.

Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.

“1,2,3. – la Follia cominciò a contare.

La fretta si nascose per prima, dove le capitò. La Timidezza, timida

come sempre, si nascose in un gruppo d’alberi. La Gioia corse in mezzo al

giardino. La Tristezza cominciò a piangere, perchè non trovava un angolo adatto per nascondersi. L’Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso. La follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano. La disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove.

“CENTO! – gridò la Follia – Comincerò a cercare.

La prima ad essere trovata fu la Curiosità , poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.

E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.

Quando tutti erano riuniti, la Curiosità  domandò: “Dov’è¨ l’Amore?”.

Nessuno l’aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l’Amore. Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a cercare tra i rami, allorchè ad un tratto sentì un grido. Era l’Amore,che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, imploròl’Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre.

L’Amore accettò le scuse.

Oggi, l’Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre