.: A change is gonna come

I like to try and try things so to make them better. So yesterday I tried it again. It didn’t turn out much different from the first time, but… you know, this is the way: you have to try and try again, to get better. And look: this time they really blew a lot ! I loved it 🙂

Sono proprio buoni…

quindi me li mangio anche stasera, con un po’ di carote e zucchine in padella

Prima o poi riuscirò a farli più simili a quelli della mia vicina… lo so, a change is gonna come

.: Tin Pan Alley

Tin Pan Alley (cioè “Vicolo della padella stagnata”) è il nome dato all’industria musicale newyorkese, specializzata nella scrittura di canzoni e nella stampa di spartiti, che dominò il mercato della musica popolare nordamericana tra la fine del diciannovesimo secolo e la prima metà del ventesimo secolo.

Il nome derivò dal suono cacofonico dei pianoforti che invadeva le strade provenendo dalle finestre delle sale di prova, e ricordava quello ottenuto percuotendo padelle stagnate (alley è il nome dei tipici vicoli di New York). Si dice che sia stato coniato dal compositore Monroe H. Rosenfeld (autore fra l’altro di “Those wedding bells shall not ring out” – 1896).

Tra i nomi più famosi associati a Tin Pan Alley vi sono sicuramente quello di George Gershwin che iniziò a lavorarvi come song plugger (un pianista che suonava le nuove canzoni per promuovere la vendita degli spartiti), e quello di Irving Berlin, che vi aveva l’ufficio.

Agli inizi, Tin Pan Alley era specializzata in pezzi sentimentali melodrammatici e canzonette brillanti e comiche, ma presto abbracciò altri stili alla moda, quali il cakewalk e il ragtime, e infine il jazz e il blues.

E’ inutile… mi ritrovo sempre con il blues, ma voi ditemi se riuscite a smettere di ascoltare questo pezzo…

Be’… io no.
E dalla musica, fino al pane, mi pare che abbiamo imparato tutto dall’Africa.
Prendete il pane. Io ho fatto il mio solito pane… prima l’ho messo a lievitare…

poi l’ho cotto, and you need a lot of energy when you turn your oven on…

e sì… è buono alla fine.

Però poi ho voluto provare la ricetta del pane marocchino… che ancora non so se si chiami batbout o makhmar, ma comunque si fa con un po’ di farina normale e una parte di semola

100 gr farina di semola / durum wheat flour
150 gr farina tipo 1 / type 1 flour
acqua / water
lievito di birra /brewer’s yeast
sale / salt

Fate lievitare per circa 30 minuti.

Let it rise for 30 minutes.

Poi lo dividete in palline, le schiacciate, le stendete, le ripiegate e le fate lievitare altri 30 minuti, circa.

Then make some pieces, roll out the dough, fold it up and let it rise for 30 minutes more.

Semplice no ?
Simple, isn’t it?
And then… you only need a pan.
Basta una padella, ed è fatta.

Schiacciateli ancora un po’… anzi più di quel che ho fatto io, ma dipende dai vostri gusti. E poi scaldate una padella e li mettete dentro per 2 minuti per lato. Un po’ si gonfieranno e voi rigirateli. Alla fine sono… buonissimi.

.: Colors

Sembra che ci fosse un tempo in cui nessuno avesse una parola per definire il colore blu.
It seems that long ago, in the past, nobody had a word for the color blue.

Persino gli Inni vedici, che sono più di diecimila righe piene di descrizioni del cielo, non parlano del blu.

Poi le navi sono arrivate in America. Hanno portato schiavi e hanno portato alcool. E non solo sono arrivati i blue devils, ma è nato il blues. Qualcosa di cui si sono perse le origini, ma che probabilmente non avrà mai fine.

Ok, now that we have the right music, I can tell you what I did yesterday for dinner. A quiche.

La quiche, equivalente dello sformato italiano, è un tipo di torta salata della cucina francese. Si prepara principalmente con uova e crème fraîche avvolti da un impasto a base di farina che si cucina al forno. La parola quiche deriva dal tedesco Kuchen, che vuol dire torta.

Quiche is considered a French dish, however using custard in pastry was practised in English cuisine at least as early as the 14th century. Quiche is a savoury, open pastry crust with a filling of savoury custard with one or more of cheese, meat, seafood or vegetables. Quiche can be served hot or cold. It is part of French cuisine but is also popular in other countries, particularly as party food.

Naturalmente, of course, io devo sempre pasticciare, I love to mess with things, so, quindi l’ho fatta a modo mio, pasticciando due ricette di quiche alle zucchine che trovate su GialloZafferano e sul Cucchiaio D’argento.

Also, I made some mistakes, so I’ll tell you which ones and you can try not to make them too !
Il primo errore che ho fatto è stato di voler fare da sola la pasta brisée. Ho seguito la ricetta di GialloZafferano, ma ma non ho fatto la cottura in bianco e quindi è venuta un po’ dura. Perciò vi consiglio di farla e probabilmente tutto risulterà più croccante e leggero.

Here is what I did, but after the picture you willl find what I should have done.

Pasta brisée
50 gr burro freddo / cold (sweet) butter
100 gr farina / flour
35 ml acqua / water
sale / salt

intanto ho scaldato il burro, e già non dovevo farlo… ma io sono una pasticciona, lo sapete.

Poi ho mischiato due tipi di farina. Well this probably doesn’t matter much, so well… do as you like.

then I made the pasta and put it in the fridge for about 40 minutes

then I took it out and put it in the baking pan

e qui ho fatto il primo errore: non ho fatto la cottura alla cieca. The blind cooking is important, but probably you can avoid doing it exactly as they teach you. I think some 10 minutes in the oven would do, and don’t forget to make some little holes with a fork. Ricapitolando: fate la pasta con il burro freddo, controllate che sia abbastanza morbida, perchè i 40 minuti di frigorifero la induriscono abbastanza, poi stendetela, fate dei forellini con la forchetta e informatela a circa 200°C per 10 minuti.

Altro errore da evitare, lasciare la pasta con questa forma “a caso”… il problema è che poi quando ci mettete il ripieno, se ne andrà un po’ in giro e non va bene. Quindi curate la forma, specialmente i bordi.

Adesso il ripieno. What you need for the filling:

Zucchine / zucchini
Cipolla o porro / onions or leek
Taleggio o mozzarella / cheese
Parmigiano Reggiano / grated cheese
Panna / milk cream
Uova / eggs
Prezzemolo / parsley
Olio evo / oil
Noce moscata / nutmeg
Pepe / pepper

I didn’t put quantities for you can see by yourself how much to put in it. I made a small one so I used very small amounts of everything.

Spadellate le zucchine e la cipolla per 10 minuti con poco olio

 

Then beat the egg with some Parmigiano and the milk cream. Mescolate l’uovo, un po’ di parmigiano, la panna…

..e aggiungete il prezzemolo, il pepe e la noce moscata. Add parsley, pepper and nutmeg

In the end add the cheese that you have made in small pieces.

Io ho tenuto da parte alcuni pezzi di mozzarella e li ho messi sopra con una spolverata di parmigiano. Se volete potete anche aggiungere dei cubetti di prosciutto, ma soprattutto non dimenticate il sale !

Don’t forget the salt and you can also add some ham cubes if you like.

Than put it in the oven: 180°C for 30 – 40 minutes

And here is the result.

Come vedete un po’ del mio ripieno è uscito dai bordi, e la pasta non si è cotta come doveva, però devo dire che non era niente male, perciò dovrò riprovare. Forse mi serviva più blues 🙂