.: è il bene, non il male, che rende possibile la vita

il 9 maggio 1978 Aldo Moro fu trovato morto. Fu un periodo molto tragico per l’Italia. I was a little child when Aldo Moro was abducted and killed, but I remember that feeling of general discourage and confusion. I know it’s not a happy topic, but I think we should never forget our history and some precious words that great men left us. Credo che alcune delle parole scritte da Moro dovrebbero essere rilette non solo negli anniversari di quei giorni oscuri, ma molto spesso. Un uomo che, in preda al male, parla della forza del bene, trovo che sia estremamente prezioso e illuminante.

(…) si può dire anche oggi, malgrado tutto, che la realtà sia tutta e solo
quella che risulta dalla cronaca deprimente, e talvolta agghiacciante, di un
giornale? Certo il bene non fa notizia. Quello che è al suo posto, quello che
è vero, quello che favorisce l’armonia è molto meno suscettibile di essere
notato e rilevato che non siano quei dati, fuori della regola, i quali
pongono problemi per l’uomo e per la società. Ma questa ragione, per così
dire, tecnica, questo costituire sorpresa, questo eccitare la curiosità non
escludono certo che, nella realtà, (…) ci sia il bene, il bene più del male,
l’armonia più della discordia, la norma più dell’eccezione.
Penso all’immensa trama di amore che unisce il mondo, ad esperienze
religiose autentiche, a famiglie ordinate, a slanci generosi di giovani, a
forme di operosa solidarietà con gli emarginati ed il Terzo Mondo, a
comunità sociali, al commovente attaccamento di operai al loro lavoro. Gli
esempi si potrebbero moltiplicare. Basta guardare là dove troppo spesso
non si guarda e interessarsi di quello che troppo spesso non interessa. (…)
Il bene, anche restando come sbiadito nello sfondo, è più consistente
che non appaia, più consistente del male che lo contraddice. La vita si
svolge in quanto il male risulta in effetti marginale e lascia intatta la
straordinaria ricchezza dei valori di accettazione, di tolleranza, di senso
del dovere, di dedizione, di simpatia, di solidarietà, di consenso che
reggono il mondo, bilanciando vittoriosamente le spinte distruttive di
ingiuste contestazioni. (…)
E tuttavia si insinua così il dubbio che non solo il male sia presente, ma
che domini il mondo. Un dubbio che infiacchisce quelle energie morali e
politiche che si indirizzano fiduciosamente, pur con una difficile base di
partenza, alla redenzione dell’uomo.
Una più equilibrata visione della realtà, della realtà vera, è non solo e
non tanto rasserenante, ma anche stimolante all’adempimento di quei
doveri di rinnovamento interiore e di adeguamento sociale che costituiscono
il nostro compito nel mondo.
Articolo su “Il Giorno”, 20 gennaio 1977