.: Goodnight Zoe

I should have posted this next May, because it was during that month, last year, that I met Zoe. But this song came to me today, and I noticed that it is linked to various nice moments of my life. L’anno scorso a maggio ho conosciuto Zoe. Nonostante siamo parenti, non ci eravamo mai incontrate, perchè viviamo molto lontane, ma sono molto felice di averla “ritrovata”. Zoe is a real nice person, so I want to dedicate my goodnight ritual to her: you are sweet like a warm chamomile cuddle with fragrant honey and drops of lemon.

I wish all your dreams can come true and that you always find love around you, like honey around that bit of zesty lemon that life menace everyone with.

Ti auguro tutto il meglio e una buona notte con queste note.

.: Bottom up

hello, I’ve had a couple of hard days of work, so today I really need a lot of carbohydrates! So don’t blame me for this

and for you a nice intro and a song, full of energy, to put your sunday bottom up.

Se anche voi avete bisogno di una colazione extra lusso… concedetevela. Infondo è domenica. Io ho avuto due giorni di lavoro un po’ folle… quindi, carboidrati a palla ! Tiramisù, caffèlatte col miele e brioche con la marmellata e le mandorle, uè !

.: ByronBradbury

…Stavano tutti parlando a sussurri, ora, perché era come mettere piede in una vasta biblioteca aperta a tutti, o in un mausoleo, ove abitasse il vento e su cui le stelle scintillavano. il capitano parlò in tono pacato. Si domandò dove l’intera popolazione fosse andata , e che specie di creature fossero state, e chi fossero stati i loro re e come fossero morte. E si chiese, sempre a voce pacata, come i marziani avessero costruito quella città, che durasse nei millenni, e se fossero mai venuti sulla Terra. Erano forse antenati da terrestri emigrati diecimila anni fa su Marte? E avevano amato e odiato gli stessi amori e gli stessi odi e fatto le stesse futili cose, quando bisognava fare cose futili?
Nessuno si mosse. Le lune sembravano tenerli là, inchiodati, raggelati; il vento li sfiorava discreto.

“Lord Byron ” disse Jeff Spender.
“Lord chi?” Il capitano si volse a guardarlo.
“Lord Byron, un poeta del XIX secolo. Scrisse dei versi moltissimo tempo fa , che si intonano a questa città e a quello che i marziani devono sentire, ammesso che ve ne sia ancora qualcuno capace di sentire. Potrebbero essere stati composti dall’ultimo poeta marziano.”

Gli uomini continuavano a rimanere immobili, le loro ombre sotto di loro.
Il capitano domandò: “Come sono questi versi, Spender?” Spender si mosse, tese la mano in avanti, come per ricordare, torse per un istante gli occhi; e infine, ricordando, la sua voce dolce e quieta recitò le parole; e gli uomini ascoltavano ora tutto quello che lui diceva:

Più non andremo vagando
tardi così nella notte
anche se il cuore sia amante
e la luna luminosa.

La città era gmielerigia, alta, immota. Le facce degli uomini erano rivolte verso la luce.

Perché la spada consuma il fodero
e l’anima il petto
e il cuore deve acquietarsi per riprender lena,
e lo stesso amore ha bisogno di riposo,

anche se la notte fu fatta per amare,
e il giorno torna troppo presto
più non andremo vagando
alla luce della luna.
Il mio pianeta Marte sta nelle profondità del miele. La società delle api, semplice, femminile, dolce e terribile, scava nelle profondità dei fiori per portare su corpi fragilissimi l’essenza del profumo che si fa crema.